domenica 7 aprile 2013

Cellule Staminali e Clonazione

“Si, wow, ecco un altro articolo sulle cellule staminali e sul caso di Sofia. Non lo ascolto già abbastanza in tv?!”
Zitto, siedi e ascolta! Non centra nulla con il caso che i ma$$ media hanno innalzato a livelli stellari. Volevo parlare (e chiarire) alcuni punti che non sono lucidi a tutti quanti.
Si, lo so... devo fare una breve premessa: ‘le cellule staminali sono delle cellule in grado di differenziarsi in altri tipi di cellule del nostro organismo a seconda delle loro caratteristiche’.  Questa è una delle tante definizioni che si trovano su queste cellule, ma pensate bene... se sono in grado di differenziarsi, non possono secondo voi andare a sostituire le cellule morte o le cellule di una lesione?
Si è possibile! Facciamo festa, abbiamo trovato una cura contro le ferite da ustioni, contro la cecità e forse anche contro l’Alzheimer e il Parkinson!
E invece no. Freniamo il nostro entusiasmo!
Possiamo si curare queste malattie ma allo stesso tempo non possiamo e sapete perché?
Perché le cellule staminali (seppure la cura è simile ad una trasfusione di sangue) viene considerata una cura farmacologica e come tutte le cure farmacologiche c’è bisogno di tutte quelle fasi che precedono la messa in commercio: test in vitro, test in vivo etc...andatevele a vedere. Io sono qui per dirvi che queste cellule danno la possibilità di curare una persona.
Pensate ad un ragazzo con un arto amputato per via di un incidente, pensate a quella persona che ha una lesione interna... recenti studi hanno dimostrato che le iniezioni con le cellule staminali (e qui faccio un’altra premessa: sono le vostre. Non sono OGM o chissà che altre cose strane. SONO CELLULE DEL VOSTRO CORPO, comprende?) hanno avuto risultati sorprendenti: nel caso di lesione ad un organo interno, ad esempio, queste cellule iniettate si andavano a dirigere direttamente sull’organo danneggiato e lo riparavano. Nel caso di un arto amputato si sono visti risultati sorprendenti nei topi e nei ratti: l’arto amputato ricresceva!
“Wow, magia.”
No, è scienza!
Perché la scienza da la possibilità di tornare a vedere, camminare, sentire... la scienza può tutto.
Ora, il primo Chiesaiolo che mi viene a dire che questo è solo compito di Dio, lo vado a prendere a casa e lo porto al reparto di terapia intensiva dell’ospedale più vicino. Come può il tuo Dio permettere tutto questo? I ricercatori, se ne hanno la possibilità, possono benissimo paragonarsi a Dio, in quanto hanno scoperto e curato migliaia di malattie.
Le cellule staminali sono una realtà oggettiva, così come la clonazione o gli arti meccanici (del quale vi avevo già parlato). Ma non solo: in Germania stanno sviluppando il “naso bionico” che il paziente può utilizzare al posto del suo.
Il caso della clonazione è un tantino più complicato da affrontare. Se fosse per me, mi farei fare il mio clone e al primo sintomo di malattia mi faccio sostituire l’organo danneggiato con quello del mio clone, ma le cose sono un tantino più difficili.
Non siamo in un film fantascientifico, dove il clone è tenuto sotto stato criogenico. Qui siamo nella realtà. E la realtà è ben più dura.
I ricercatori clonano ogni giorno centinaia di batteri per sfruttarli come produttori di anticorpi, ma per quanto riguarda gli esseri viventi superiori la faccenda è ben diversa. Gli organismi superiori sono più complicati, hanno tante variabili dentro il codice genetico.
Ricordate la pecora Dolly? La clonazione ha avuto successo ma il clone è andato incontro ad invecchiamento precoce. Perché? Ci sono tanti variabili come dicevo prima: una delle tante è che la pecora dal quale hanno preso il DNA era già vecchia. Forse è solo una scusa o forse no ma da quell’ “incidente” hanno tutti un po’ puntato i piedi.
Dopo la pecora Dolly chi ha più sentito parlare di clonazione? Aah vedete? Nessuno!
E in pochi sanno che è stato clonato anche un cane: in Inghilterra una donna ha fatto clonare il suo cane per 50.000 dollari.
Vi riporto uno stralcio di un articolo scientifico: ‘Occorre ricordare che la clonazione dell’essere umano è stata condannata unanimemente. Poiché non ammettiamo la distinzione tra “clonazione riproduttiva” e “clonazione terapeutica” in quanto riteniamo che tutte e due conducano alla riproduzione, dal momento che l’embrione umano è sempre prodotto nei due casi, la condanna della clonazione umana si applica ugualmente anche alla “clonazione terapeutica” ‘.

Sia per le cellule staminali che per la clonazione non si parla di immortalità ma è comunque un’aspettativa di vita più alta. C’è solo una cosa che frena il tutto: l’etica. Ci sono tante domande che si pongono i ricercatori.
Si può creare un embrione in vitro con le cellule staminali? Si/no? Nel caso, è considerato un individuo?
La vita inizia con la fertilizzazione dell’ovulo o dopo il 3 mese di gravidanza? Perché non posso usare quindi le cellule staminali del cordone ombelicale?
Perché non posso clonare in vitro il mio fegato in modo da essere sicuro di averlo quando il mio si ammalerà?
Il gemello monozigote perché non è considerato un mostro? È sempre un clone in fin dei conti.

Finisco con una citazione: “il fine non giustifica il mezzo immorale che usi per ottenerlo”.
Ma io vi chiedo: ne siete sicuri? Siete disposti a sacrificare la vita di vostro figlio, di vostra moglie, di un parente caro, solo perché tutta la tecnologia che abbiamo non si può usare?
Io no.