mercoledì 13 gennaio 2016

GIOCHI DI RUOLO E PSICOLOGIA

Non parliamo del Signore degli Anelli, di Dungeons and Dragons o World of Warcraft. Non del tutto almeno.
Non sapevo nemmeno cosa fossero i giochi di ruolo fino a un paio di settimane fa, quando un mio amico mi ha invitato a una “serata GdR”. Gli chiesi cosa fosse.
Chaos Lord in terminator armour.
Miniatura dipinta da Wolfsbane & Co. Painting Studio
Una serata dove ti diverti.
Si, ok. Ma cosa si fa?
Faccio fatica a spiegartelo. È come un gioco da tavolo ma psicologico. Ti scegli un personaggio qualsiasi e ti impersonifichi completamente in lui.
Ecco le parole magiche. Psicologico? In che modo un gioco può essere psicologico?
Tagliando corto, ho accettato.
Scena: tavolo rettangolare; sopra, un cartoncino con una mappa e delle miniature.  
Ci disponiamo lungo il tavolo (ammetto di non avere preso parte al gioco ma di avere solo osservato.. come gli anziani davanti ai lavori in corso nei cantieri).
I ragazzi si sono sistemati, hanno preso delle schede tutte scarabocchiate e hanno cominciato a... giocare.
Ma cos'è un gioco di ruolo (o GdR)? Sono giochi (che si possono fare persino live) dove si interpreta un personaggio in un ambiente inventato, dove la storia viene decisa di sana pianta da uno dei partecipanti, il Master.
Costui crea le scene e creature da abbattere e i giocatori devono cercare di portare a termine la loro missione.
Ma non è tutto. I giocatori devono cercare di impersonificare al meglio il loro ruolo.
Andiamo al sodo: un personaggio che ho trovato buffo è stato un nano con problemi di alcolismo, flatulenza e narcolessia.
Immaginate una situazione di pericolo, dove i pg (o personaggi giocanti) devono affrontare una creatura mostruosa e, per un lancio di dadi non andato a buon fine, il nano cade addormentato ai piedi del mostro, lanciando puzzette a destra e a manca.
In quale situazione reale potrebbe mai accadere una cosa del genere? Mai. Che gioco stupido, ho pensato.
Mi sono ricreduto quando ho approfondito l'argomento. Sono andato a spulciare qualche testo di psicologia e in effetti ho trovato parecchi riferimenti ai giochi di ruolo.
Un nano alcolizzato e narcolettico non esiste (non con la maglia di cotta e un'ascia in mano, almeno) ma la situazione fisica potrebbe.
Questi giochi nano utilizzati nei sanatori, o asylum/manicomi e ospedali, per aiutare persone con problemi sia personali che relazionali. Questi giochi erano essenziali per l'immaginazione e l'impersonificazione in un personaggio che, a volte rispecchia la propria natura, e altre è completamente l'opposto.
Con precise regole da seguire i pazienti cooperavano tra loro, prendendo coscienza di dovere svolgere precise interpretazioni in modo da finire “la missione” datagli e soprattutto oltrepassare le loro paure.
Nota negativa? Alcune volte i pazienti non si estraniavano dal personaggio a il ritorno alla realtà era più difficile che la cura stessa della patologia.
Questi giochi erano comunque supportati da farmaci ma questo nuovo approccio sta continuando anche ai giorni nostri. E non solo in ospedale.
I bambini non giocano a guardie e ladri? Socializzano.
Non saltano da un divano all'altro per non cadere nella lava bollente che ha preso il posto del pavimento? Immaginazione!
Lo ammetto: non sono solo giochi.
I GdR sono vere e proprie terapia fatte anche in live-action per le città.
E i cosplay?
Idem. Travestirsi da un personaggio dei fumetti, dei cartoni o dei film, deve essere completa e questo comporta anche un cambio di atteggiamento.
Ho visto un'intervista fatta ad una ragazzino al San Diego ComiCon, nella quale gli veniva chiesto perchè proprio quel personaggio. Ha risposto solamente dicendo che da grande anche lui avrebbe salvato le persone.





Ho fatto qualche domanda ad un ragazzo che era con noi con me quella sera ma tutti mi hanno confermato che giocherebbero fino a 80 anni.


Cosa vi ha spinto ad iniziare? Come avete conosciuto questi GdR, come Dungeons and Dragons?
Ho iniziato grazie a un gruppo di amici di vecchia data. Per l’esattezza iniziai a giocare a Vampire: i Secoli bui, la bellezza di 13 anni fa. Partì tutto dalla mia passione di allora per i racconti horror.
 
Inizialmente erano utilizzati come terapie. Lo sapevate o vi ha appassionato una copertina colorata?
Sono venuto a sapere in seguito che si trattava di una tecnica di concentrazione psicologica. Fu proprio la mia professoressa di psicologia delle superiori a farci provare un gioco che si chiamava ‘uomo, lupo o cacciatore’, un semplice gioco in cui una cittadina veniva assaltata ogni notte da un lupo mannaro e in base al ruolo, ogni giocatore doveva sopravvivere.

So che prima di creare un personaggio bisogna scrivere un background nella quale si descrivono anche gli aspetti negativi. La vostra vita influenza il personaggio? O meglio, mettete le vostre paure nei personaggi o per voi è solo un gioco?
Di solito quando creo un background per i miei personaggi, lascio la mia fantasia vagare libera e nella maggior parte dei casi i personaggi sono completamente l’opposto di me. Cattivi e spietati. Sfortunatamente poi interpretare un personaggio cattivo, quando sei un buono dentro, rende difficile il tutto.

Perchè giocarci? Ci sono solo dadi, più o meno.
Per me la serata di gioco di ruolo è il momento perfetto per staccare la testa dalla routine della vita. Siamo sempre impegnati a correre dietro alla nostra vita che fugge, sempre presi ad accumulare soldi o beni che poi dopo acquisiti quasi diventano dei soprammobili. Quando mi siedo davanti al foglio e ai dadi (o carte in alcuni casi), non sono più un ragazzo di 30 anni, bensì un eroe pronto a salvare il mondo, oppure un malvagio  che con le sue armi e incantesimi è pronto a conquistarlo.
D’altra parte è anche un ottimo modo per stare con gli amici. Molte volte il tempo lo perdiamo incavolate nell’ immaginare cosa il personaggio potrebbe fare davanti a una determinata situazione. Ti assicuro che per quelle 3 ore i problemi passano.

Nella vita reale, questi giochi potrebbero aiutare realmente un ragazzino vittima di bullismo, ad esempio.
Il bullismo è un tema difficile. Molte persone che lo subiscono non hanno la forza di ribellarsi oppure non vogliono mettersi nei pasticci più di quello che già sono.
Non so dirti quindi se potrebbe essere un buon metodo per appianare i problemi dei ragazzi, almeno finché entrambi non vogliono risolverli virtualmente.

Ogni tanto si sente nei Ma$$ Media che qualche ragazzino ha dato di testa e ucciso qualcuno, perchè passava troppo tempo davanti ad un gioco sparatutto. Cosa c'è di diverso con i GdR?
Ho sentito molte teorie e brutte storie sulla questione videogiochi, fumetti e giochi di ruolo. Fin da piccolo ho avuto modo di provare tutte queste cose e ti posso quindi assicurare che non c’è rischio che un videogame o un gdr possa fare uscire di testa qualcuno.
Quando la gente perde la testa e commette qualche casino è a causa di problemi nel loro passato.
Ho giocato a molti giochi pesanti alcuni addirittura rimossi dal mercato, ma di sicuro non mi alzerò domattina per sparare alla gente, rubare macchine o fare uso di droghe.