lunedì 8 ottobre 2012

Slaves of Creations


Per quanto possa essere cinico dire che siamo schiavi di noi stessi, non è forse vero?
Non è forse vero che giriamo come delle trottole?
Sembriamo tante piccole formichine tutte all’opera. Per cosa? Per vivere una vita di lavoro?
No... forse sarebbe meglio dire lavorare per vivere.
Ma è giusto dunque?
È giusto lavorare una vita intera per mettere da parte qualche risparmio e poi andare in pensione a settata anni o morire sul posto di lavoro?
Bella filosofia di vita.
Io la definirei qualcosa come ipocrisia.
Non vediamo come corriamo qua e in la come tante formichine operose.
Corri sul posto di lavoro, corri nel “focolare domestico” per preparare una deliziosa cena che verrà consumata nel giro di dieci minuti, quando per la preparazione ci sono volute ore (e se rincasi prima dal posto di lavoro c’è caso di trovare il maritino o la mogliettina in dolce compagnia). Adesso devi correre dall’avvocato divorzista (e giù di soldi!).
Aspetta un attimo... e se di mezzo ci sono i figli? Bè corri per sballottarli da un genitore all’altro come fossero gli scatoloni di un trasloco.
“E non pensi a quel povero bambino? Da grande avrà seri traumi!”
Allora come non portarlo dallo psicologo?
Porta il figlio dallo psicologo che dirà che in famiglia ci sono “seri problemi con i genitori” (non lo avrei mai detto) e quindi ci vorranno alte sedute, tutti quanti assieme.
(Se mai la mia laurea non contasse niente, farò anche io lo psicologo: voglio ascoltare i problemi della gente e farmi pagare suon di quattrini. Poi dato che non me ne frega assolutamente nulla, li farò venire per altre sedute. E altre ancora. E altre ancora!).
Ma per avere la coscienza pulita basta andare in chiesa la domenica, basta fare un’offerta al mendicante per strada, portare la moglie/fidanzata a cena o comprarle del fantastici fiori finti (potete usare la scusa “sono eterni come il mio amore per te”. A quel punto si, ve la darà.), basta fare una piccola donazione agli enti benefici.
“Magari fossi io in Africa. Sarei sempre in forma smagliante! Tanto io sono sempre in dieta, almeno lì non sarei tentata! Mangiano le cavallette, che schifo! Cioè... io non ce la farei!”
SI CHIAMA SOPRAVVIVENZA!
Quella cosa che noi non conosciamo perché abbiamo tutto!
Abbiamo davvero tutto!
Ci basta aprire il frigorifero e scegliere tra i cinque ripiani di schifezze varie.
Ci manca proprio lo jogurt ai semi di soia, quello buonissimo che non mangiamo mai ma che proprio adesso ne abbiamo voglia?
Nessun problema! Ci basta prendere la nostra bella macchinina, schiacciare un pedale e stando comodamente seduti possiamo andare in un meraviglioso mondo chiamato supermercato.
Qui si spalancano le porte di un fantastico mondo chiamato Consumismo.
Ma un attimo! Oggi non mi farò ingannare! Mi serve solo lo jogurt ai semi di soia.
E andando verso l’unico prodotto che realmente (?) ti serve passi di fianco a fantastici prodotti, venduti e presentati così bene che DEVI per forza averne bisogno!
Chi non ha bisogno di un praticissimo grattaschiena a forma di riccio. Lo devo prendere!
In offerta c’è un massaggiatore anticellulite, DEVE essere mio!
(Potrebbe sorgere la domanda “ma se mangi solo insalata e germi di grano, ti serve un apparecchio del genere?”)
“Bè non si sa mai! Lo prendo oggi che è in sconto. Costa solo 129 €! Quando mi ricapita?”
Così esci da questo mondo fantastico, dove l’aria è densa di sudore di ascelle e puzza di piedi, contenta di avere comprato un praticissimo massaggiatore anticellulite.
Solo quando arrivi alla macchina ti accorgi che non hai preso lo jogurt.
“Bè poco importa. Starò a dieta.”

Perchè è questa la mentalità umana.


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